Gatti cosmici: costellazioni feline, stelle, galassie e molto altro
I gatti si nascondono in tutto il cielo notturno: non solo nelle costellazioni, ma anche tra stelle, galassie e nebulose. Puoi trovare l’antica costellazione Felis, costellazioni feline ufficialmente riconosciute come il Leone e la Lince, la stella Felis, il cui nome significa «gatto», e oggetti del cielo profondo come le nebulose Occhio di Gatto e Zampa di Gatto.
Usa un’app di astronomia come Sky Tonight per trovare facilmente i gatti celesti. Esploriamo insieme l’universo felino!
Contenuti
- Costellazioni e stelle feline facili da individuare
- Gatti cosmici nel cielo profondo: meraviglie da osservare al telescopio
- Gatti impostori: altri corpi celesti con un’anima felina
- Félicette, l’unica vera gatta ad aver viaggiato nello spazio
- FAQ sulle costellazioni feline
- Gatti cosmici: fatti essenziali
Costellazioni e stelle feline facili da individuare
Iniziamo il nostro viaggio cosmico dagli amici felini più facili da trovare. Nelle condizioni giuste, puoi osservarli a occhio nudo.
Costellazione del Leone
Probabilmente hai già sentito parlare di questa costellazione zodiacale. Il Leone è una delle costellazioni più importanti del cielo notturno ed è visibile da quasi ogni angolo della Terra, a eccezione dell’Antartide. A differenza di molte altre costellazioni, il Leone assomiglia davvero all’animale da cui prende il nome. Puoi distinguere il corpo, la testa e la criniera, che disegnano un punto interrogativo — l’asterismo chiamato Falce del Leone —, oltre alle possenti zampe.

Il Leone è visibile al meglio da marzo a maggio, dopodiché scompare gradualmente nella luce del Sole. Per ottenere il massimo dalle tue osservazioni, non perderti il nostro articolo dettagliato sulla costellazione del Leone, dove troverai consigli per l’osservazione, le stelle più interessanti e le leggende legate a questo regale felino.

All’interno della costellazione scoprirai altri tre «leoni», noti come il Tripletto del Leone. Questo trio di galassie a spirale — M65, M66 e NGC 3628 — è legato gravitazionalmente. Anche se non sono visibili a occhio nudo, queste galassie sono relativamente facili da individuare. M65 e M66 possono essere osservate con un binocolo, mentre NGC 3628 è visibile con un piccolo telescopio da 4 pollici.

Costellazione del Leone Minore
Tra il Leone e l’Orsa Maggiore si trova la costellazione del Leone Minore. Secondo alcuni, questo cucciolo di leone sembra stare in piedi sulla schiena del grande leone. La sua posizione è facile da trovare usando come riferimento queste due evidenti costellazioni vicine, ma riconoscere il Leone Minore può essere difficile, perché le sue stelle sono relativamente deboli e il suo piccolo profilo triangolare non è molto marcato. Puoi usare l’app di astronomia Sky Tonight per verificare che le stelle che stai osservando appartengano al Leone Minore. Questa piccola costellazione triangolare è visibile al meglio da aprile a maggio.

Costellazione della Lince
Un’altra costellazione dedicata a un felino selvatico si chiama Lince. Fu introdotta e denominata dall’astronomo polacco Johannes Hevelius nel XVII secolo. Il nome non ha radici mitologiche e non si riferisce realmente alla forma della costellazione, bensì al fatto che sia relativamente debole. Nel suo catalogo stellare Prodromus astronomiae, Hevelius scrisse che solo chi aveva la vista di una lince poteva vedere questa costellazione. Propose anche il secondo nome Tigris — Tigre —, che però non prese piede.
Nascosta in bella vista nello spazio apparentemente buio tra l’Orsa Maggiore e l’Auriga, la Lince può passare inosservata. Osserva più attentamente e potresti vedere Alfa Lyncis e 38 Lyncis, che brillano rispettivamente con magnitudine 3,1 e 3,8 e formano la zampa posteriore di questo felino selvatico. L’intera costellazione assomiglia a uno zigzag e si osserva meglio con un binocolo. È visibile al meglio tra la fine dell’inverno e la primavera, raggiungendo il punto più alto nel cielo serale intorno a marzo, alle latitudini comprese tra +90° e −55°.

Stella Felis (HD 85951)
All’interno dei confini della costellazione dell’Idra si trova la stella HD 85951, nota anche come Felis — «gatto» in latino. Il nome è un omaggio all’antica costellazione Felis, creata dall’astronomo francese Jérôme Lalande nel 1799. Amante dei gatti, Lalande pensava che nel cielo notturno servisse un gatto domestico da affiancare ai leoni e alla lince già esistenti. Collocò la costellazione Felis tra la Macchina Pneumatica e l’Idra, ma questa non entrò nell’elenco delle 88 costellazioni ufficiali. Tuttavia, nel 2018 l’Unione Astronomica Internazionale assegnò il nome Felis alla stella HD 85951, che un tempo faceva parte della «costellazione del Gatto». Così il gatto continua a brillare fiero tra le stelle.
Felis (mag 4,94) è una stella rosso-arancione visibile a occhio nudo. Non fa parte del profilo della costellazione dell’Idra, ma si trova entro i suoi confini. La costellazione dell’Idra, compresa la sua «Stella Gatto», si osserva meglio nell’emisfero australe da febbraio a marzo, ma è visibile anche a nord da gennaio a maggio. Per trovare facilmente la stella, usa la nostra app gratuita Sky Tonight: troverai Felis nella funzione di ricerca dell’app.

Felis non è l’unica costellazione rimasta fuori dall’elenco delle 88 costellazioni ufficiali. Molti altri nomi strani e divertenti appartengono ormai alla storia. Riesci a indovinare quali costellazioni esistono ancora e quali sono «estinte»? Fai il nostro quiz per scoprirlo!

Gatti cosmici nel cielo profondo: meraviglie da osservare al telescopio
Vuoi metterti alla prova? Scopriamo questi gatti celesti che adorano giocare a nascondino!
Galassia Occhio di Gatto (Messier 94)
Cani e gatti possono essere amici? A quanto pare sì, perché la Galassia Occhio di Gatto si trova comodamente nella costellazione dei Cani da Caccia — Canes Venatici in latino. Questa galassia a spirale ha una magnitudine di 8,9 e può essere individuata con un buon binocolo, anche se un telescopio offre una vista migliore. Con un telescopio da 6 o 8 pollici puoi osservare un nucleo luminoso e compatto, circondato da un debole alone a spirale che ricorda l’occhio ipnotico di un gatto. La Galassia Occhio di Gatto, nota anche come Messier 94 nel celebre Catalogo di Messier, è visibile al meglio nell’emisfero boreale da marzo a maggio.

Nebulosa Occhio di Gatto
La Nebulosa Occhio di Gatto — da non confondere con la Galassia Occhio di Gatto —, nota anche come NGC 6543, è una nebulosa planetaria situata nella costellazione del Drago. Ha una magnitudine apparente di circa 8,2 e un’elevata luminosità superficiale, quindi è visibile con un piccolo telescopio. Con uno strumento da 4 pollici o più apparirà come una macchia sfocata e allungata. Telescopi più grandi, con ingrandimenti di 200x o superiori, possono rivelare la complessa forma da cui la nebulosa prende il nome. La Nebulosa Occhio di Gatto è visibile al meglio da maggio a novembre nell’emisfero boreale e non è osservabile dalle regioni più meridionali dell’emisfero australe.

Nebulosa Zampa di Gatto
Una delle cose più adorabili al mondo, la zampa di un gatto, è immortalata anche nel cielo notturno. NGC 6334, nota come Nebulosa Zampa di Gatto, si trova nella costellazione dello Scorpione. La nebulosa è vicina al piano della Via Lattea, dove il mezzo interstellare è ricco di polvere. Di conseguenza, la sua luce deve attraversare queste nubi di polvere, che assorbono e diffondono le lunghezze d’onda più corte — ultraviolette, violette e blu —, conferendo alla nebulosa il suo caratteristico colore rosso. Le nubi di polvere rendono inoltre la nebulosa poco luminosa: per osservare le dita della zampa del gatto serve un telescopio di almeno 10 pollici. La nebulosa è osservabile nell’emisfero australe da aprile ad agosto; alle basse latitudini dell’emisfero boreale rimane molto vicina all’orizzonte meridionale.

Gruppo di galassie del Gatto del Cheshire
Il Gruppo di galassie del Gatto del Cheshire è sfuggente quanto il personaggio da cui prende il nome. Per osservarlo servono un telescopio potente e un cielo perfettamente buio. Situato nell’Orsa Maggiore, questo gruppo è presente nel cielo dell’emisfero boreale tutto l’anno.
Gli «occhi» e il «naso» del gatto sono enormi galassie in primo piano, mentre le forme curve che compongono il viso e il sorriso sono immagini di quattro galassie di sfondo più lontane, deformate da lenti gravitazionali. Ogni «galassia-occhio» è il membro più luminoso del proprio gruppo e i due gruppi si avvicinano l’uno all’altro a quasi 500 000 km orari.
Tra l’altro, il Gatto del Cheshire appare nello spazio in forme diverse! Oltre al gruppo di galassie, esiste un asteroide chiamato 6042 Cheshirecat, che puoi trovare usando la funzione di ricerca dell’app Sky Tonight.

Gatti impostori: altri corpi celesti con un’anima felina
Alcuni gatti spaziali non hanno bisogno di nomi ufficiali per regnare sui cieli: sono lì, pronti per essere scoperti! Molti oggetti celesti sembrano gatti, anche se hanno nomi diversi.
Prendiamo per esempio la Nebulosa Spaghetti (Simeis 147). È un resto di supernova situato tra le costellazioni dell’Auriga e del Toro. A prima vista potrebbe sembrare un groviglio di spaghetti, ma guardala di nuovo: non sembra un gatto tutto arruffato?

E che dire di Sh2–284, una colorata nebulosa a emissione nella costellazione dell’Unicorno? In una recente foto del VLT Survey Telescope assomiglia molto alla testa di un gatto cosmico sorridente. Immagina di grattare dietro l’orecchio un gatto la cui testa misura circa 150 anni luce!

Poi c’è la Nebulosa della Carena (NGC 3372), visibile a occhio nudo nell’emisfero australe. Si trova nella costellazione della Carena, vicino alla Croce del Sud. Potresti non notare nulla di felino a occhio nudo o nemmeno con un telescopio, ma osserva queste immagini della Wide Field Camera 3 di Hubble. Non ti ricorda un gatto che salta? A noi sicuramente sì.

Gli oggetti del cielo profondo ricevono spesso nomi ispirati ad animali o ad altre cose familiari. A volte è divertente scoprire come gli astronomi abbiano ideato questi nomi. Fai il nostro quiz sui nomi degli oggetti del cielo profondo e prova a indovinarli!

Félicette, l’unica vera gatta ad aver viaggiato nello spazio
Félicette era una gatta francese bianca e nera che divenne il primo e unico gatto a viaggiare nello spazio. Il 18 ottobre 1963 volò a bordo di un razzo Véronique AG1, raggiunse un’altitudine di 157 km, sperimentò alcuni minuti di assenza di gravità e tornò sana e salva sulla Terra dopo un volo suborbitale di 13 minuti. La sua insolita missione rimane un capitolo affascinante, ma spesso trascurato, della storia dell’esplorazione spaziale.
Scopri la storia completa di Félicette oppure guarda un breve video sul suo straordinario viaggio.
FAQ sulle costellazioni feline
Esiste una costellazione del Gatto?
Oggi non esiste una costellazione ufficiale dedicata al gatto domestico. Felis era una costellazione storica del Gatto, ma non fu inclusa nell’elenco delle 88 costellazioni ufficiali moderne. Il Leone, il Leone Minore e la Lince sono costellazioni feline ufficialmente riconosciute.
Che cos’è la Stella Gatto?
HD 85951 è una stella rosso-arancione dell’Idra, ufficialmente chiamata Felis. Un tempo faceva parte della storica costellazione Felis.
Qual è stato il primo gatto nello spazio?
Félicette, una gatta francese bianca e nera, divenne il primo gatto nello spazio il 18 ottobre 1963. Completò un breve volo suborbitale a bordo di un razzo Véronique, raggiunse un’altitudine di circa 157 km e tornò sana e salva con il paracadute. Félicette resta l’unico gatto ad aver mai viaggiato nello spazio. Scopri di più su Félicette, la gatta spaziale.
Gatti cosmici: fatti essenziali
Il cielo notturno è pieno di meraviglie e molte di esse sono dedicate ai nostri amici pelosi! Usa la nostra app Sky Tonight per trovare facilmente i gatti nel cielo, dai loro occhi alle loro zampe. Buona osservazione del cielo!
Non solo gatti: i cani che hanno viaggiato nello spazio
Prima di Félicette, due cagnoline sovietiche — Belka e Strelka — entrarono nella storia diventando i primi cani a orbitare intorno alla Terra e a tornare sani e salvi. Scopri il viaggio spaziale dei cani che aprirono la strada ai voli spaziali umani.
